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Addio a Michele Di Francesco. La gratitudine della SINe

La Società italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze piange commossa la perdita di Michele Di Francesco, suo Presidente dal 2015 al 2021, studioso di alto valore e persona di grande caratura umana. Di Francesco è prematuramente scomparso a Milano sabato 6 settembre 2025 dopo lunga malattia; era nato a Diano Marina nel 1956. Tra i fondatori della SINe nel 2013, è stato uno dei più attivi promotori della nuova disciplina, che oggi ha spazio e ruolo precisi e riconosciuti anche grazie a Michele Di Francesco. Fu lui, con lungimiranza, a volere che il nome della Società comprendesse la Filosofia delle Neuroscienze, uno dei suoi ambiti di competenza, nel quale ha dato contributi significativi. Gli era chiaro, infatti, che la rivoluzione delle neuroscienze richiedeva non solo un’attenzione ai profili propriamente morali delle ricerche scientifiche, ma anche una riflessione approfondita sul modo in cui le neuroscienze contemporanee stanno modificando la concezione della persona e imponendo una revisione dei concetti di coscienza, capacità di agire, responsabilità.

Dopo la laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano con Andrea Bonomi, figura di rilievo dell’impostazione analitica in Italia, e il dottorato di ricerca presso lo stesso Ateneo, Di Francesco completò la sua preparazione a Ginevra e Oxford. Successivamente, divenne Professore Associato in Logica e Filosofia della Scienza all’Università di Palermo (1992-1993), nella sede di Vercelli dell’Università di Torino (1994-1997) e presso l’Università del Piemonte Orientale (1998-2003). Passato Professore Ordinario, insegnò all’Università Vita-Salute San Raffaele dal 2004 al 2013, dove fu anche Preside della Facoltà di Filosofia dal 2008 al 2013. Si trasferì poi alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, della quale venne scelto come Rettore dal 2013 al 2019.

Di Francesco fu anche presidente della Società Italiana di Filosofia Analitica dal 2004 al 2006 (era stato nominato Socio Onorario della SIFA proprio al convegno svoltosi a Torino il 28 agosto scorso) e della European Society for Analytic Philosophy dal 2008 al 2011. Numerosi i suoi altri incarichi, le attività svolte e le onorificenze ricevute, che non elenchiamo qui per brevità. Ricordiamo solo che fu anche un apprezzato promotore e divulgatore della cultura filosofica sia con la sua lunga collaborazione all’inserto domenicale di cultura del Sole24Ore, sia con la partecipazione a festival e iniziative da lui ispirate, come il lungo ciclo di incontri organizzato con il Comune di Vercelli.

Michele Di Francesco incontrò la neuroetica attraverso la filosofia della mente di stampo analitico, di cui è stato certamente pioniere e il più importante cultore nel nostro Paese; il suo volume Introduzione alla Filosofia della mente, originariamente edito nel 1996, è stato il primo manuale in italiano della nuova disciplina. Già allora, a Di Francesco non sfuggiva l’importanza, per una filosofia che voglia essere responsabile e credibile, di sviluppare un aperto confronto con la scienza e i suoi risultati empirici, anche sulle questioni più tradizionali della ricerca filosofica, come quelle della coscienza e dell’identità personale. La sua apertura all’interdisciplinarità non significava, peraltro, rinunciare alle prerogative della riflessione teoretica, né allo stile argomentativo proprio della tradizione filosofica. Gli era chiaro che la giusta attenzione alle scienze non dovesse tuttavia significare la riduzione delle domande filosofiche a questioni scientifiche, né la dissoluzione della filosofia nell’indagine empirica. Per questo aderì senza esitazione all’impresa di una nuova indagine sulle implicazioni filosofiche delle neuroscienze, partecipando già al primo congresso di Neuroetica svoltosi a Padova nel febbraio del 2009, dove tenne una relazione significativamente intitolata “I limiti della neurofilosofia”.

Oltre alla già richiamata Introduzione alla Filosofia della Mente (varie edizioni fino a quella ampliata con M. Marraffa e A. Tomasetta, Filosofia della mente. Corpo, coscienza, pensiero, Carocci, 2017), Di Francesco ha scritto altri libri importanti, quali Introduzione a Russell (Laterza, 1990); L’io e i suoi sé. Identità personale e scienza della mente (Cortina, 1998); La coscienza (Laterza, 2000); La mente estesa. Dove finisce la mente e comincia il resto del mondo? (Mondadori Università, 2012, con G. Piredda); e The Self and Its Defences. From Psychodynamics to Cognitive Science (Palgrave Macmillan, 2016, con M. Marraffa e A. Paternoster).


Come presidente della SINe, succedendo ad Alberto Oliverio, Di Francesco ebbe il merito di consolidare la Società, accompagnandone con saggezza e generosità di impegno il cammino di crescita ed evitando passi falsi che spesso un’organizzazione giovane tende a commettere.


Molti di noi hanno conosciuto e collaborato per lungo tempo con Michele apprezzandone non solo le capacità filosofiche e argomentative, ma anche le grandi virtù umane. Persona di autentica gentilezza e garbo, Michele era un grande intellettuale, ma ha sempre evitato ogni forma di supponenza o arroganza; è stato un collega attento, sensibile, disponibile al dialogo e alla collaborazione, rispettoso delle differenze tra le persone e gli approcci filosofici, aperto e fiducioso verso gli studiosi più giovani o provenienti da altre formazioni culturali. Anche nell’assunzione di incarichi importanti, come la Presidenza della nostra Società o il Rettorato allo IUSS, ha sempre mantenuto uno stile di rigore, di misura e anche di autoironia che l’hanno reso caro a tutti coloro che gli si sono avvicinati. La comunità filosofica italiana perde una persona davvero rara; la nostra Società si impegna a continuare sulla sua strada, segnata dal confronto attento e intellettualmente onesto tra diverse prospettive disciplinari.

Di Francesco - Adina Roskies
Michele Di Francesco con Adina Roskies e altri componenti della SINe (Conferenza SINe 2018)

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